OM 850. L’ultimo dei mohicani

L’ultimo trattore prodotto col marchio OM, azienda controllata da Fiat fina dagli anni 30 del secolo scorso, fu l’850 del 1969, nato con l’ambizioso obiettivo di primeggiare nel segmento delle alte potenze, grazie a una serie di caratteristiche di assoluta modernità per l’epoca. 

Più campatto e leggero rispetto ai modelli di pari potenza del periodo, l’OM 850 metteva in campo lo stato dell’arte del tempo in termini di caratteristiche tecniche, prestazioni e comfort di guida.

Mosso dal 4 cilindri diesel a iniezione diretta da 4,9 litri con alesaggio di 110 millimetri e corsa di 130, disponeva di 85 cavalli di potenza massima a 2.100 giri, e si avvaleva di una trasmissione completamente nuova, appositamente progettata per sopportare potenze elevate.

OM 850. Trasmissione all’avanguardia

Disponeva di 4 marce sincronizzate e 3 gamme di lavoro, per un totale di 12 rapporti in avanti, 1,4 a 24 chilometri orari più 4 retro. Con la possibilità poi di montare il superriduttore, che offriva altri 4 rapporti a partire dalla velocità minima di 0,4 chilometri orari. Un grosso passo avanti di questa trasmissione era rappresentato dal fatto che le leve del cambio non erano più di intralcio sulla piattaforma di guida, ma erano disposte ai lati del volante, a sinistra quelle di gamme e retromarcia (di fatto un inversore), e a destra quella delle marce.

Questa nuova trasmissione prevedeva poi i riduttori finali di tipo epicicloidali (presenti anche nei semiassi posteriori) e i freni a disco in bagno d’olio. Per la prima volta su un OM, l’850 montava il controllo dello sforzo ai bracci inferiori, operato mediante una barra di torsione. 

Inizialmente prodotto da Someca in Francia a Bourbon-Lancy, dal 1973 al 1977 venne costruito col marchio Fiat nello stabilimento di Modena.

Iscriviti alla Newsletter

* campo obbligatorio