Intervista a Carlo Grignani, contoterzista e cliente BKT

La parola a uno dei contoterzisti più affermati del nord Italia. Per disporre di un parco macchine sempre funzionale e all’avanguardia anche la scelta del pneumatico giusto diventa un requisito fondamentale. Per l’aftermarket Grignani si affida a Bkt 

Ottanta trattori, ventidue mietitrebbiatrici, undici trincia semoventi, cinquanta rimorchi e un numero imprecisato di macchine e attrezzi per la lavorazione del suolo, la semina e i trattamenti. È l’arsenale a disposizione dell’azienda F.lli Grignani di Gerenzago, in provincia di Pavia. Un’impresa familiare che fa del contoterzismo il proprio business principale da ormai cinquant’anni, quando i fratelli Carlo, Erminio e Angelo decisero di seguire le orme del padre Luigi, vero pioniere del mestiere, in un’era in cui la qualifica di ‘contractor’ non si distingueva da quella del farmer tradizionale.

In cortile è ancora in bella mostra il primo trattore al servizio della famiglia Grignani, un Landini testacalda L25 degli anni 50 perfettamente funzionante. L’azienda ai giorni nostri si avvale anche dell’operato dei tre figli dei soci e di 30 dipendenti fissi (oltre a una cinquantina di stagionali nei momenti di maggior carico) e continua a lavorare su 650 ettari di proprietà, di cui 400 coltivati a riso, ma l’attività preponderante è la prestazione per conto terzi che impegna l’imponente parco macchine Grignani su oltre 5 mila ettari in tutto il pavese. Attività che si articolano 365 giorni l’anno con lavorazioni prettamente agricole da marzo a novembre e raccolta delle biomasse per impianti a biogas nei mesi invernali a cui sono abbinate commesse comunali come la pulizia stradale da ghiaccio e neve. Da tre anni l’azienda F.lli Grignani è cliente di Bkt per quanto riguarda il ricambio dei pneumatici sui propri mezzi, soprattutto quelli di gamma alta.

Innanzitutto signor Grignani com’è composto il vostro parco trattori?

La vastità delle aree che lavoriamo ogni anno sia di proprietà che su commissione ci impone un ricambio continuo di mezzi che vanno a toccare praticamente tutto ciò che contempla oggi la meccanizzazione agricola in fatto di trattori, macchine operatrici e attrezzature. Gli unici ambiti esclusi riguardano i mezzi specializzati da filari e le macchine per la stalla.  Per quanto riguarda i trattori utilizziamo soprattutto mezzi di potenza medio-alta poiché lavoriamo molto sulla preparazione del suolo e sui trasporti e ci rivolgiamo principalmente a brand di primo piano come  Fendt, John Deere, Case IH e Jcb. Proprio in questo periodo stiamo valutando l’acquisto di un Fendt 1050 Vario, attualmente il trattore più potente e performante sul mercato.

E a livello di trincia e mietitrebbie?

Krone, Claas, John Deere, New Holland e Case IH sono attualmente le nostre prime scelte per trincia e mietitrebbie, abbiamo appena acquistato una Krone Big X e una New Holland CX. Serviamo tutti i produttori di biogas della zona, molti dei quali hanno convertito la produzione da riso a mais proprio per alimentare i digestori. 

Il parco mietitrebbie comprende sia macchine a scuotipaglia, in prevalenza New Holland, sia ibride con le ‘vecchie’ Cts John Deere e le Lexion di Claas, sia rotative con le Axial Flow di Case IH, e le S di John Deere. Le trebbie a scuotipaglia ci danno ottimi risultati su grano per la qualità della paglia, le ibride le utilizziamo soprattutto per riso, specie se alto e allettato, e le rotative un po’ per tutto con produzioni esaltanti su soia con testate a tappeto.

Considerate le dimensioni del parco macchine tra le voci di costo dell’azienda anche i pneumatici rivestono sicuramente un ruolo importante. Su che marchio vi siete orientati per il ricambio?

Ovviamente non ci rivolgiamo a un unico fornitore, soprattutto per quanto riguarda il primo equipaggiamento di macchine nuove, ambito in cui abbracciamo praticamente tutti i brand sul mercato, privilegiando l’uno o l’altro a seconda della tipologia di macchina e dell’utilizzo principale. Diverso è il discorso sul ricambio. 

Da ormai qualche anno, grazie anche all’ottimo rapporto con il rivenditore di zona, ci siamo affidati prevalentemente a Bkt. Abbiamo iniziato con l’equipaggiamento dei rimorchi e le buone performance ci hanno convinto a passare anche ai trattori e alle grandi macchine.

Cosa ha influenzato la scelta di affidarsi a Bkt?

Come detto in precedenza il buon ‘feeling’ con il concessionario anche a livello di offerta e assistenza ha subito creato le basi per un’ottima collaborazione, il resto l’ha fatto la bontà del prodotto in termini di grip sul campo, comfort su strada e consumo. A livello di prestazioni a basse pressioni non abbiamo notato grandi differenze con brand della concorrenza di fascia premium. Da non trascurare poi l’aspetto economico con un prezzo d’acquisto più appetibile rispetto ad altri marchi, soprattutto se spalmato su un gran numero di macchine.

Quali sono le misure che più vi hanno convinto?

Sicuramente l’equipaggiamento che meglio sta rispondendo alle nostre esigenze è il Bkt Agrimax Force  IF 800/70 R42  posteriore e IF 650/65 R34 anteriore. 

Lo stiamo testando con successo su un Fendt 936 in aratura e si sta rivelando davvero performante in termini di ‘tiro’ con un consumo minimo in relazione al pesante zavorramento della macchina e alle 1.500 ore di lavoro effettuate. La bassa pressione garantisce anche il giusto mix tra calpestamento e trazione

Adottate anche soluzioni miste cingoli/pneumatici sui trattori?

Abbiamo acquistato da poco un Case IH Magnum 380 Cvx Rowtrac con cingolatura posteriore in gomma e pneumatici sull’anteriore che utilizziamo prevalentemente in minima lavorazione con buoni risultati specialmente su terreni umidi e bagnati, grazie al basso compattamento e all’ottima aderenza. Chiaramente in azienda ne basta uno da utilizzare in specifiche condizione, poiché i gommati tradizionali sono molto più versatili.

 

2018-12-04T12:58:56+00:0018 Maggio 2018|Categorie: INTERVISTE|Tag: , , |