Deutz-Fahr AgroXtra. Il primo col naso spiovente

Leggenda vuole che fu un importatore svedese di trattori Deutz-Fahr a escogitare l’idea di un cofano inclinato per avere una migliore visibilità sul sollevatore anteriore. L’idea piacque ai progettisti tedeschi che la svilupparono per la nuova serie AgroXtra, facilitati dal fatto che i motori diesel Deutz utilizzati erano raffreddati ad aria e quindi più piccoli rispetto a quelli raffreddati ad acqua. 

Fatto sta che, anche per il crescente impiego di attrezzature portate sul terzo punto anteriore e dei vantaggi che se ne traevano anche per i lavori col caricatore frontale, il design spiovente del cofano fu poi rapidamente adottato anche da tutti gli altri costruttori.

Deutz-Fahr AgroXtra. Tutto partì dalla serie DX

Gli AgroXtra, in produzione dal 1990 al 1996, derivavano dalla serie DX, con la quale condividevano gli stessi componenti, così come la serie AgroPrima alla quale si sovrapponevano, ma rispetto alla quale avevano specifiche superiori, come un sistema idraulico più potente e il sollevatore con attacco rapido che consentiva a un singolo operatore di accoppiare agevolmente l’attrezzo.

La cabina era la lussuosa Starcab dei DX, caratterizzata da ampie vetrate, che sui modelli più potenti era dotata di serie del sedile passeggero e di un faro di lavoro addizionale.

Inizialmente furono lanciati i due modelli a 4 cilindri 4.17 e 4.57 rispettivamente da 89 e 94 cavalli di potenza, seguiti nel 1991 dal 3 cilindri AgroXtra 3.51 da 59 cavalli, da un altro 4 cilindri 4.07 da 71 cavalli, e dai due modelli a 6 cilindri 6.07 e 6.17 con 99 e 111 cavalli di potenza.

La serie fu infine completata dall’AgroXtra 4.47 da 84 cavalli. Tutti avevano la trazione sulle 4 ruote motrici e la trasmissione da 40 chilometri orari con 24 rapporti in avanti e 6 retro, col superriduttore in optional.

Il fato volle che il milionesimo trattore a uscire dalla catena di montaggio Deutz-Fahr sin dall’inizio della produzione nel 1926, fu proprio un AgroXtra del 1992, dipinto per l’occasione in un’inedita livrea grigio argento

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