Il mondo del commercio e della finanza trema. Alla fine, dopo mesi di tira e molla, i tanto famigerati dazi statunitensi sono arrivati. Il presidente Donald Trump, nel corso della conferenza stampa del 2 aprile organizzata alla Casa Bianca, ha sganciato la ‘bomba’ annunciando i cosiddetti dazi reciproci, che hanno colpito praticamente mezzo mondo. A picco le borse americane, e non solo. Trema anche il comparto agricolo italiano, fortemente legato agli Usa per l’export di numerosi prodotti, dal vino alle eccellenze enogastronomiche.

A rimarcarlo, senza mezzi termini, anche Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura. “Come Italia usciamo sicuramente penalizzati dall’introduzione dei dazi da parte degli Stati Uniti, in particolar modo per quanto riguarda i prodotti di fascia media: penso ad alcuni vini, all’olio d’oliva, alla pasta e ai sughi pronti“, queste le sue parole a programma Porta a Porta su Rai Uno, andato in onda subito dopo l’annuncio ufficiale del presidente degli Stati Uniti sull’introduzione di dazi del 20% sui prodotti provenienti dall’Unione europea.

“La risposta – ha aggiunto Giansanti – non può che essere unitaria, europea, convinta, come annunciato dalla presidente von der Leyen nella conferenza di stamane. Fondamentali le misure previste per sostenere i settori più colpiti. Non dimentichiamo, infatti, che rischiamo anche un massiccio riversamento di prodotti da altri Paesi che subiranno le tariffe americane, per esempio la Cina”. In linea con quanto dichiarato dalla presidente Ursula von der Leyen nella prima mattina di oggi 3 aprile, Confagricoltura ribadisce la necessità di un’azione dell’Unione tempestiva e coesa per salvaguardare la competitività del sistema agroalimentare, italiano ed europeo, sui mercati internazionali.

In base ad alcune indiscrezioni trapelati da fonti UE, le prime contromisure da Bruxelles dovrebbero arrivare a partire dal 15 aprile. Altre, invece, sono attese a partire da maggio”. Tuttavia, secondo quanto riferito dal ministro degli esteri Tajani, “la risposta europea sarà meno dura”.

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