Consorzio Italiano Biogas, intervista a Lorenzo Maggioni

Biogas, fino al 31 dicembre 2012 evocativo di energia elettrica, dal 2 marzo dell’anno scorso associato ai combustibili da trazione con la patente di sostenibilità. Abbiamo fatto il punto di questa evoluzione con Lorenzo Maggioni, head of R&D del CIB, Consorzio Italiano Biogas.

Lorenzo Maggioni

Buongiorno, Maggioni. C’è chi contesta l’impatto ambientale del biogas, evocando la speculazione sugli incentivi e, addirittura, adducendo alla biodigestione l’insorgenza di malattie come il botulino.

Annoveriamo una raccolta enciclopedica di testimonianze scientifiche da parte di ricercatori che vantano anni di studio sul tema e hanno pubblicato su riviste scientifiche internazionali che confutano certe motivazioni fasulle.

Se ci fosse qualcuno in grado di dimostrare tesi folli come l’insorgenza del botulino, lo farebbe con articoli scientifici, pubblicazioni e prove di laboratorio. Invece siamo al livello delle chiacchiere da bar.

Abbiamo coinvolto il dipartimento sul botulismo dell’Istituto superiore della Sanità, che a più riprese ha smentito qualsiasi correlazione tra biogas e botulino. In Europa funzionano circa 20mila impianti di biogas senza che si sia mai riscontrato un solo caso.

BIOMETANO: ACCORDO TRA SETTORE AGRICOLO E INDUSTRIALE

Cosa ci racconta dell’accordo con l’Eni?

È un accordo quadro tra i due enti, che si propongono di collaborare per implementare il biometano nel settore trasporti, sia in forma gassosa sia liquefatta. L’accordo (vedi box) rimanda alle interazioni tra ogni singolo imprenditore agricolo e l’Eni, che ha manifestato l’interesse a utilizzare 200 milioni di metri cubi anno di biometano di origine agricola.

Biogas: cosa c’è dietro l’angolo? Ci spiega gli incentivi sotto i 300 kW?

Facciamo chiarezza. Il riferimento alle potenze inferiori ai 300 chilowatt riguarda la finanziaria approvata nel dicembre 2018 che ha istituito incentivi ad hoc, finalizzati alla produzione di energia elettrica rinnovabile.

Il decreto relativo al biometano è stato invece pubblicato a marzo 2018 e resterà in vigore fino al dicembre 2022. Ha introdotto incentivi che stimolano la realizzazione di nuovi impianti o la riconversione di quelli esistenti. I risultati sono incoraggianti e i primi impianti già in funzione, per ora alimentati a forsu, ma ci sono in cantiere alcuni impianti agricoli finalizzati a immettere in rete metano gassoso.

L’ultimo contratto in ordine di tempo, per la produzione di metano liquefatto, è stato siglato a fine marzo nella nostra sede. In Itali il parco circolante dei pesanti si aggira attorno alle 2.400 unità, le stazioni di servizio sono 35 (ndr: a inizio aprile), numero in costante espansione. Il Cib si inserisce in questa filiera anche su stimolo di imprese come Ferrero e Barilla, che spingono sull’acceleratore del biometano.

Come immaginate il futuro prossimo delle biomasse?

Stiamo seguendo le indicazioni dei recenti governi. Il nostro settore si sta riorientando verso il biometano. Il motivo è presto detto. Il percorso che conduce all’obiettivo del 10 percento di biocarburanti appare in salita. Ci è stato chiesto di produrre 1 miliardo e 100 milioni di metri cubi di biometano al 2022, sia in forma di biocarburante avanzato che biocarburante ‘semplice’. È stata recentemente approvata la direttiva europea sulle rinnovabili che impone l’aumento del tetto al 16% entro il 2030, introduce l’obbligo di biocarburanti avanzati e impedirà l’utilizzo di biocarburanti di prima generazione.

Oltre ai locomotori, quali altre applicazioni sono realisticamente revampizzabili a metano in tempi ragionevoli e con benefici sulla Tco? Sui trattori, che dovrebbero essere l’emblema della filiera corta, registriamo annunci e attendismo.

All’interno del consorzio c’è una società che si occupa delle riconversioni, hanno licenziato diversi progetti in Italia, per esempio una gru nel porto di Livorno, riconvertita dal diesel al metano liquefatto, con una frazione di diesel. Questa soluzione può essere trapiantata su qualsiasi motorizzazione a gasolio e lo stiamo valutando, insieme ad Ecomotive Solutions, a partire da un progetto sulla navigazione nei grossi laghi del Nord Italia. Per navigare sul lago di Garda vengono bruciati annualmente 8 milioni di litri di gasolio, per lo più da motorizzazioni obsolete e altamente inquinanti. Il retrofit dual fuel permette l’abbattimento sia di gas alteranti che di gas nocivi e contribuisce a ridurre i costi di gestione.

Il dual fuel, a biometano gassoso o liquefatto, è installabile anche sulle trattrici agricole, in attesa che il primo impianto possa iscrivere l’omologazione del New Holland il T6 180 Methan Power.

RESOCONTO DEL BIOGAS ITALY 2019